Una gita all’EMP Museum di Seattle

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Tra tutti I luoghi caratteristici che la città di Seattle può offrire, a mio parere, l’EMP Museum è il più particolare e caratteristico in quanto riunisce aspetti particolari della città.

Il nome completo di questo museo è: Experience Music Project and Science Fiction Museum and Hall of Fame. Già dal nome si può dedurre che questo museo permette ai suoi visitatori di sperimentare qualcosa legato alla musica e al fantasy. In particolare: Nirvana e Jimi Hendrix (miti musicali originari di questa città), videogiochi, fantasy, sale incisione etc. Dal 1 Gennaio 2017 il museo è stato rinominato MoPop (Museum of Pop Culture).

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L’idea di andare a visitare questo museo, nell’estate 2015, è nata dai due ragazzi, Daniele e Luca, che, in quanto appassionati della saga di Star Wars volevano andare a tutti i costi a vedere la mostra dedicata a questo film che sarebbe uscito a Dicembre 2015. Pronti via. Andiamo a ritirare i nostri biglietti gratuiti (in quanto possessori del City Pass di Seattle ),  e dopo la foto di rito di fronte all’ingresso partiamo alla scoperta del museo.

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Appena entrati veniamo catapultati in un mondo parallelo. Un grande schermo cinematografico trasmette video musicali di artisti pop, poi, appena girato l’angolo un’intera scultura fatta di chitarre appese al soffitto. La cosa che però ci ha maggiormente sbalordito è stata l’intera parete dedicata ad un videogioco must del passato: Mario Bros. Ovviamente scatta la posa alla Mario e Luigi!

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Superata la sala dedicata ai vecchi videogiochi (padiglione Indie Games Revolution Nintendo), ovviamente dopo aver perso mezzora a giocare a Pacman, ci trasferiamo in quella dedicata a Hendrix. Qui si possono vedere le  foto di momenti storici della sua vita, la sua prima macchina di incisione e, all’interno di una teca, il suo diario personale, dove documentava tutto quello che faceva nel corso della giornata e dove, tra le righe venivano improvvisati gli accordi dei suoi successi. Nella sala dedicata ai Nirvana invece, sono raccolte fotografie di Kurt Cobain con Courtney Love e figlia, i suoi giubbini, chitarre e bassi scheggiati e la demo (ancora in cassetta) dell’album Nevermind! Grazie all’installazione a parete di una sorta di lettore cd, si potevano inoltre ascoltare tutti i loro album e demo.

Passata la sala musicale, ci rechiamo al piano superiore. Davanti ai nostri occhi appare per magia tutto il mondo Looney Tunes, disegni, cartoni, ricostruzioni dell’ACME corporation. Ovviamente anche qui le foto in posa Looney sono d’obbligo.

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Adiacente a questa sala poi è stata ricreata un’isola in cui si poteva studiare e provare ogni strumento musicale moderno: batterie, chitarre, bassi, tastiere… voci… tutto era possibile. Dal principiante, che poteva imparare note e accordi mixandoli, al più esperto musicista che poteva incidere una demo, il divertimento era assicurato! Alle pareti infatti si ergono dei “gabbiotti” in cui si può provare ogni sorta di strumento. Indovinate noi dove siamo andati? Ovviamente in quello dedicato alle band:  basso, batteria, chitarra e voce. Senza nessuna formazione musicale ci siamo divertiti ad improvvisare note a caso e far finta di essere una rock band. Non vi dico i lamenti atroci che uscivano da lì tant’è che ogni musicista poteva realmente rigirarsi nella tomba. Però il divertimento è assicurato!

Dopo questi padiglioni superiori siamo andati al piano interrato, dove abbiamo attraversato il mondo Fantasy e dei film horror. Costumi di scena (Trono di Spade, Mago di Oz, Signore degli Anelli), statue, oggetti di scena (trappola dei Ghostbusters, Alien, il costume originale degli zombie del video di Thriller di M. Jackson), abbiamo potuto guidare una navicella di Star Wars ma la cosa che ci ha attirato maggiormente sapete quale è stata? Un  maxischermo nel quale, tramite un gioco di luci e ombre si possono impersonare mostri. Avremo bloccato quella zona almeno per 15 minuti per fare i cretini come al solito!

Ci avviamo verso l’uscita, visitiamo il museo dei Seattle Seahawks (Padiglione We are 12). Filmati storici, il pallone della partita che ha decretato il loro successo, divisa della squadra e delle cheerleaders, pezzi di campo. Ci rimane un dubbio, chissà cosa stava a simboleggiare l’enorme numero 12 fuori dall’ingresso. Sicuramente è qualcosa legato ai fan, ma mi piacerebbe capire meglio come è nato questo mito del 12, perchè il 12 etc..Sicuramente questo sarà un motivo per ritornare nella bella e particolare Seattle!

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Alla fine con tutti questi padiglioni da visitare ci siamo completamente dimenticati di andare a vedere la mostra dei costumi originali di Star Wars!

Poiché il museo è un ente no-profit, si mantiene grazie alle donazioni dei suoi sponsor e dei visitatori. Pensate che ogni anno quasi 500.000 persone lo visita, non solo perché  si susseguono diverse mostre durante l’anno ma anche perché si organizzano eventi speciali e programmi educativi dedicati alle scuole, per cui, se siete di passaggio a Seattle, perdete una mezza giornata a visitare questo luogo “magico”.

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Michela Crosa

Michela Crosa

Impiegata di professione, runner per passione. Sempre alla ricerca di nuove culture e luoghi da scoprire .In poche parole: “Everywhere on the road”
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