Undredal: una Norvegia da sogno

underdal 3 visitare e cosa vedere

Avventure norvegesi: Undredal, il villaggio delle capre e del formaggio caramellato

La mia relazione con la Norvegia è partita con il piede sbagliato. Ancora prima della partenza, quando il comandante del volo Torino-Amsterdam ci informa di un guasto al motore che ci farà arrivare all’aeroporto di Schiphol molto più tardi del previsto. Perdo la coincidenza per Bergen e, solo dopo ore di attesa, vengo imbarcata sull’ultimo volo della sera per scoprire che gli organizzatori si sono dimenticati di prenotarmi una stanza. Passo la notte a casa di una conoscente di un amico: il figlio è all’università, per cui c’è un letto in più nello scantinato senza finestre.

01 Traghetto per Undredal

Il mattino dopo non sono ben predisposta verso questo paese: ci sono tutti gli ingredienti per quello che potrebbe essere un viaggio disastroso. Ma quando arrivo a Undredal, ore dopo, mi devo ricredere. È amore a prima vista con questo minuscolo villaggio all’estremità del Sognefjord, il più lungo della Norvegia. Qui trovo esattamente ciò che mi aspettavo di trovare nel paese dei fiordi, e anche qualcosa in più.

underdal 2 visitare e cosa vedere

Come arrivare a Undredal

Non è per niente semplice raggiungere il villaggio di 100 abitanti e 400 capre che fino al 1982 era raggiungibile solo via mare. Fino a poco più di trent’anni fa, non era possibile arrivare a Undredal via terra perché non c’erano strade che portavano fino qui: l’unica via di accesso era il fiordo, responsabile dell’isolamento estremo ma allo stesso tempo unica via di comunicazione con il resto del paese. Da Bergen si impiega mezza giornata: dalla stazione dei pullman si prende prima un autobus che in poco meno di tre ore porta alla cittadina di Gudvangen. Da qui, un traghetto percorre un tratto dello stretto fiordo di Sogne fino a Undredal. Sembra di essere in un posto dimenticato da Dio: qualche casa colorata abbarbicata sul fianco della montagna, a picco sulla superficie scura dell’acqua; il molo della caffetteria; l’Undredalsbui, una costruzione azzurra che è contemporaneamente ufficio postale, posto telefonico pubblico, negozio di alimentari ed emporio di abbigliamento. C’è poco altro nel villaggio, oltre agli allevatori, ai casari e alle capre. Bisogna preventivare di trascorrere almeno una notte qui, sia per avere tempo a sufficienza per conoscere a fondo il villaggio, sia perché i tempi per raggiungerlo e per proseguire verso un’altra destinazione sono lunghi.

02 Molo Undredal

Dove dormire a Undredal

Come c’è da aspettarsi in un posto dove per chilometri non ci sono attività commerciali, le strutture alberghiere non sono molte. Per me è stato prenotato un piccolo appartamento alla Undredal Gjestehus, una guesthouse con tre appartamenti con vista sul fiordo. Si prenota tramite i maggiori siti di booking, oppure rivolgendosi direttamente all’Undredalsbui. In alternativa, è possibile contattare Visit Undredal, l’ente per la promozione del territorio, che provvederà a prenotare una delle otto camere in una struttura privata.

03 Case Undredal

Dove mangiare a Undredal

Entrambi gli alberghi mettono a disposizione degli ospiti una serie di generi di prima necessità: acqua, frutta, pane, latte, uova, formaggio, prosciutto. Non ci sono ristoranti nel villaggio, per cui il consiglio è di fare la spesa al piccolo emporio. Un’altra opzione è la caffetteria del molo dove attraccano le barche, oppure l’Eldhuset, un locale dove alcuni abitanti del villaggio sono a disposizione per raccontare la storia del luogo e servire piatti a base di formaggio e prosciutto.

Io ho avuto la fortuna di conoscere Pascale, una donna originaria della Francia che si è trasferita qui da ragazza. Pensava di rimanere tra i fiordi per qualche anno, ma poi si è innamorata di un abitante del villaggio e della vita in Norvegia, e da allora non se ne è più andata. Mi ha invitata a cenare nella casa dove vive con il marito e le figlie: abbiamo condiviso un pasto nel loro salotto a picco sulla scogliera a base di zuppa di pesce, fenalår (una sorta di prosciutto di agnello) e formaggi di capra.

04 Caseificio

Cosa vedere a Undredal

L’estremo isolamento di Undredal da un lato ha costretto generazioni di abitanti a vivere in solitudine, ma allo stesso tempo ha fatto sì che il paesaggio rimanesse immutato nel corso dei secoli. La maggior parte della gente del villaggio si chiama Undredal di cognome: si tratta di persone che vivono qui da secoli, e che da sempre allevano capre e producono formaggio. La tradizione casearia ha radici antiche in questa regione: il latte delle capre viene conferito allo Stølsysteri, un caseificio cooperativo alla periferia del villaggio. Impossibile non notarlo con il suo colore rosso vivo, in contrasto con il verde dei prati e delle montagne che lo circondano. Qui il latte viene utilizzato per produrre principalmente due tipi di formaggio: l’Undredalsost, fresco o stagionato, e il Geitost, un formaggio marrone a forma di cubo. Il colore particolare è il risultato del processo di ebollizione del siero e della caramellizzazione dello zucchero presente nel latte.

underdal 1 visitare e cosa vedere

Anche se Undredal è un villaggio minuscolo, non mancano le cose da vedere. Non lontano dal molo di approdo delle barche si trova la Stavkirke: è una chiesa costruita interamente in legno, non molto diversa da altre costruzioni simili presenti in tutto il paese. Quello che la rende diversa è la dimensione: con i suoi dodici metri per quattro è la chiesa più piccola di tutta la Scandinavia. Fu costruita oltre 500 anni fa e conta appena 40 posti a sedere. È una delle poche ancora operanti: ogni settimana è possibile assistere alla messa nell’ambiente raccolto, o semplicemente riposarsi dopo una passeggiata, osservando il soffitto e le pareti decorati con figure bibliche e angeli.

Nonostante gli inizi poco promettenti, la Norvegia mi ha mostrato la sua bellezza a Undredal: nei paesaggi, nelle persone e nelle tradizioni di questo villaggio sospeso tra l’acqua e la terra.

Alcune foto di Shutterstock

The following two tabs change content below.
Silvia Demick

Silvia Demick

Silvia è originaria di un piccolo paese della provincia piemontese, dove vive da sempre. Lavora in un ufficio in una stradina secondaria, ma immagina di abitare a Notting Hill, di lavorare a Williamsburg, di prendere un aperitivo a Montmartre e di cenare a North Beach. La trovate su The Food Traveler

Nessun commento

LASCIA UN MESSAGGIO