Lago di Como. Questo (s)conosciuto.

Se penso all’estate in Lombardia, penso ad un luogo solo che contiene mille luoghi: il lago di Como.

Sulle sue sponde si trova il refrigerio di giardini fioriti, di brezze leggere e di spiaggette dove fare il bagno. Si trova il lusso di antiche dimore divenute grandi hotel o ville-museo e la piacevolezza di scorci naturali da cartolina. Oltre ad una gastronomia così ricca, particolare e non sempre conosciuta.

Vi lasciamo alcuni consigli su come vivere e visitare al meglio il lago di Como in questa splendida stagione.

# BELLAGIO

Bellagio, romanticissima località da vedere, è conosciuta come “la Perla del Lago” infatti è una vera preziosità incastonata tra acqua e colline. Il vecchio Borgo nel quale si susseguono antiche e suggestive abitazioni, è percorso da misteriosi vicoli e da caratteristiche scalinate acciottolate sulle quali si affacciano negozi curatissimi e particolari che offrono il meglio dell’artigianato locale, soprattutto in ambito tessile. E per gli amanti della quiete non c’è niente di meglio che una passeggiata negli splendidi giardini di Villa Serbelloni; un grand hotel che da aprile a novembre apre i suoi salotti, le sue lussuose camere, il suo ristorante stellato, il suo pontile privato e la sua piscina a chi vuole godersi il relax e immersi in uno dei panorami più belli del mondo.

Svegliarvi la mattina, aprire le finestre, e trovare il lago che accoglie il vostro sguardo è una delle esperienze migliori che si possono fare, se non renderla ancora più deliziosa con la grande colazione offerta nel salone delle feste o se preferite dormire fino a tardi con un pranzo nel ristorante “La Goletta” che oltre a pizze gourmet propone piatti stagionali ispirati alla cucina lacustre.

Uno dei segreti che ha reso possibile creare l’atmosfera un po’ magica che si respira a Villa Serbelloni è la presenza in albergo della famiglia Bucher, proprietaria del Grand Hotel da generazioni. I Bucher abitano in albergo e riescono davvero a dare ai propri ospiti, sia che vengano per vacanza o per lavoro, la sensazione di essere in una grande casa del secolo scorso che ogni anno riapre le porte per accogliere gli amici.

# MOLTRASIO

Moltrasio è un piccolo paesino tra Como e Laglio, che nessuno conoscerebbe se non per l’illustre dimora di George Clooney, con un porticciolo grazioso, un tempietto neoclassico, l’attracco per i traghetti, qualche panchina vista lago ed uno dei ristorantini più buoni che conosca per mangiare le prelibatezze lacustri. Se vi capita scegliete “La Veranda” dell’Hotel Posta dove la famiglia Vanini Toroni, ben nota per il suo savoir-faire, la sua ospitalità e la qualità dei servizi, gestisce da ben oltre 70 anni l’hotel e locanda, vista lago, che offre specialità locali, magnificamente presentate dagli chef,tra cui l’insuperabile risotto al pesce persico, l’agone e i missultin.  

# VILLA CARLOTTA

Sul Lario uno degli scenari più ricchi di storia e bellezza per salutare degnamente l’arrivo dell’estate è Villa Carlotta in Tremezzina. Questa villa, sull’alto lago, è un luogo di rara bellezza: qui capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali. In una conca naturale, tra lago e montagne, il marchese Giorgio Clerici fece edificare alla fine del Seicento una splendida dimora, imponente ma sobria, circondata da un giardino all’italiana, di fronte ad uno scenario mozzafiato sulle dolomitiche Grigne e Bellagio. Con Gian Battista Sommariva, il successivo proprietario, la villa toccò il sommo dello splendore, arricchendosi di opere d’arte di Canova, Thorvaldsen e Hayez. Se in primavera la fioritura delle azalee la rende una delle ville più visitate della zona, in estate è un luogo calmo e dove cercare tra le grandi sale e gli ombreggiati giardini un po’ di frescura.

# VILLA BALBANIELLO

La villa sorge sulla punta della penisola di Lavedo, un triangolo boscoso che si protende nel lago, abbracciando un vastissimo panorama. Questa sua invidiabile posizione ne fa una delle ville più scenografiche del Lario. Da qui e in particolare dalla celebre loggia immortalata in tanti film, è possibile godere di una vista superba. La loggia e la villa furono costruiti dal cardinale Durini alla fine del ‘700 sui resti di un piccolo convento francescano, di cui oggi rimane solo la facciata della chiesa con i due campanili. Il sogno del Cardinale era quello di realizzare un luogo appartato dove tutto invitasse al riposo, allo studio e alla meditazione. E così ancora appare ai nostri occhi. In questa visione un ruolo fondamentale è giocato dal giardino. La sua struttura a terrazze segue necessariamente l’andamento del terreno roccioso con prati delimitati da siepi di lauro e basso alternati a ripe scoscese ingentilite da ghirlande di edera. Ogni particolare è studiato in funzione del lago e del paesaggio. Poche sono le piante ad alto fusto come lecci, canfori, cipressi e platani sapientemente potati. Anche i viali serpeggianti sono disegnati per offrire il maggior numero di visuali possibili. Di proprietario in proprietario, la villa fu ceduta nel 1974 all’ esploratore Guido Monzino che vi collocò le sue numerose collezioni d’arte, un’importante biblioteca di argomento geografico e cartografico e i ricordi dei suoi viaggi ed esplorazioni. Dal 1988 la Villa del Balbianello appartiene, per lascito testamentario, al Fondo Ambiente Italiano.

# ISOLA COMACINA

L’isola Comacina è l’unica isola del lago di Como ed è senz’altro una meta da visitare. Oggi semideserta, fu abitata fin dai tempi romani. E’ ricca di testimonianze preistoriche e storiche, presenta resti di numerosi edifici sacri di varie epoche, ma soprattutto di scorci naturali meravigliosi. E’ anche una zona balneabile e per i più “coraggiosi” si consiglia infatti di raggiungerla a nuoto invece che con le caratteristiche imbarcazioni del lago chiamate lucie.

# ORRIDO DI NESSO

L’orrido di Nesso è visibile da Piazza Castello o dal ponte medioevale, della Civera, sulla riva del lago. L’Orrido è formato dalla confluenza dei due torrenti: Tuf e Nosè, che precipitando tra le rocce, formano una ripida cascata; il dislivello dall’inizio della cascata, alle acque del Lario è di circa 200 metri, un percorso fra gole strette e profonde, modellate dallo scorrere incessante delle acque.

Durante i secoli, la forza delle acque dell’Orrido è stata sfruttata da fabbriche e opifici per produrre forza motrice; per il paese di Nesso, l’Orrido è stato di importanza vitale per lo sviluppo dell’industria manifatturiera, mulini, cartiere, filatoi, oleifici, tutti alimentati dall’energia idraulica della cascata.

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Linda F.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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