Nella giungla della Malesia: Taman Negara

Jan 06, 2011 No Comments by

Attendavamo con ansia l’arrivo alla foresta tropicale di Taman Negara, principale parco nazionale della Malesia, dal 1938, in quanto casa anche di 200 tigri malesiane, elefanti, rinoceronti e altri animali di grossa taglia che speravamo di incontrare ….. ma di questi, aime’, nemmeno “l’orma” (meglio cosi’ da una parte..fifona come sono!).

Gli unici incontri ravvicinati che abbiamo avuto durante il nostro soggiorno di 3 giorni in questa foresta fluviale, apparentemente la piu’ vecchia al mondo, sono stati con una miriade di uccelli ed insetti, formiche e termiti giganti e un paio di scimmie che se la spassavano nella cima degli alberi che x fotografarle mi e’ venuto il torcicollo!

Taman Negara, Kuala Tahan

Ah dimenticavo… l’incontro ravvicinato con le sanguisughe, non io ma Chris poveretto…anche se in realta’ mi divertivo da matta a vederlo salterellare con una scarpa in mano mentre cercava, sbraitando, di togliersele di dosso. Quando e’ riuscito poi a levarsi i calzini era gia’ troppo tardi in quanto aveva gia’ 4 taglietti sgorganti di sangue.

Attivita’ da non perdere a Taman Negara, visto che appare in tutti i depliant, e’ l’emozionante camminata sulla Canopy Walkway, una serie di passerelle dondolanti e sostenute con delle corde alle cime di alberi secolari a 40 metri da terra. In teoria e’ un modo per osservare, in un percorso di mezzo chilometro, la giungla da una prospettiva unica ma sinceramente ero piu’ impegnata a vedere dove mettevo i piedi che ad assaporare l’emozionante passeggiata.

Un po’ piu’ di coraggio ce l’ho messo ad ascoltare ancora una volta Chris nell’imbatterci nella “jungle” senza guida per affrontare dei trekking giornalieri “facili”. Un percorso di 1,7 km dal quartiere generale per raggiungrere il Bukit Teresik, una collina a 344 m. da dove si puo’ ammirare una vista sulla foresta, non mi sembrava nulla di temerario, se non che siamo stati colti nel piu’ bello da un’acquazzone e il sentiero in pochi minuti si e’ trasformato in un percorso fangoso, ripido e scivoloso che ci ha deppistati per qualche ora e portati, fradici, al villagio della popolazione aborigena, Orang Asli, e la grotta dei pipistrelli, dove ovviamente non potevo non entrare… dietro la spinta di Chris.

Avevamo pensato anche di raccogliere la sfida e fare un trekking di 4-5 giorni verso il cuore della giungla, questa volta con una guida, per vedere se eravamo piu’ fortunati nell’avvistare qualche “animalone” ma abbiamo lasciato perdere, visto che da consiglio di altri backpacker pare si vedano solo insetti e serpenti, e deciso di continuare la nostra risalita verso il confine tailandese.

Anche se non abbiamo avuto questi “grandi incontri” devo dire pero’ che solo camminare tra la giungla e’ stata un’esperienza incredibile ed emozionante sia per la moltitudini di specie di piante che abbiamo visto, alcune dalle dimensioni impressionanti, ma sopprattutto per i continui misteriosi rumori che come un’orchestra animavano la giungla provenienti forse da uccelli, insetti ma chissa’ poi cos’altro..

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Curiosita’ e consigli:

  • Kuala Tahan e’  l’accesso principale al parco di Taman Negara dove si trovano numerosi bungalow, alberghetti e anche i ristoranti galleggiati sul fiume.
  • Dietro consiglio dell’ufficio turistico a Kuala Lumpur, avevamo prenotato un pacchetto con trasporto e soggiorno a MYR 235, ma una volta giunti sul posto ci siamo resi conto c’erano diverse opportunita’  “fai-da-te” per dormire ma anche per arrivarci spendendo un po’ meno.
  • La nostra camera al Tahan Guesthouse era piuttosto spartana ma pero’ munita di zanziera, essenziale per dormire di notte, e di sveglia personale, il richiamo del rabbino dell’adiacente moschea alle 6 di ogni mattina!
Foto da yewenyi, Tianyake, marta,   chris

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Asia

About the author

Viaggiatrice incallita, Marta e’ Veneta ma ha un'anima cosmopolita. Curiosa, estroversa, ha vissuto all'estero per molti anni e girato il mondo 1anno intero con lo zaino in spalla. Appassionata di fotografia e accanita blogger, anche se di “professional” non c’e’ nulla, e’ sempre alla ricerca del prossimo viaggio da raccontare.
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