Visitare Camargue: racconti di un viaggio e dritte

Spiaggia di Espiguette, passerella tra le dune incontaminate. foto di Shutterstock scattata da Picturereflex
Spiaggia di Espiguette, passerella tra le dune incontaminate. foto di Shutterstock scattata da Picturereflex

Se la Camargue fosse una parola sarebbe libertà. Libertà di colori e monocromie; di suoni e silenzi; corse e pause; cavalli, tori, fenicotteri e campi a maggese.

Libertà di pensieri che si spostano lenti al ritmo della risacca, libertà  di star vestiti con gonne lunghe in danze gitane o decisamente meno coperti, nelle spiagge per nudisti che punteggiano la costa.

Libertà, “preziosa e fragile, instabile e precaria, chiara e magnetica”; quella che sembra sempre lontana, sfuggente, altrui. Quella che però è qua dietro l’angolo, che per sorriderle  basta girare lo sguardo a ponente, passare il proprio confine e andare oltre. Diciamo che abbandonare  Imperia, e l’impero di quel che sappiamo, può essere una buona strada, quantomeno per iniziare il viaggio ed  arrivare in Francia. Ancora una macinata di ore, poco più di tre, ed ecco che il paesaggio selvaggio vi darà il suo benvenuto nella natura.

Abbracciata dal Rodano, che si biforca e, nel suo delta, sembra  quasi stringerla con dolcezza, distesa al sole del Mediterraneo, avvolta dal blu del cielo che si perde e confonde nell’orizzonte, la Camargue è una vasta area a sud di Arles, tra la Provenza ed il mare.

L’aria è quella salmastra delle paludi, ma il Parc Naturel Regional è un’ospitale e libera terra popolata da aironi, gabbiani, pernici e falchi e dove si trova la colonia europea di dimensioni maggiori, circa 13 mila nidi, di fenicotteri.

Il centro visite del parco

Vista dall'ossercvatorio di Pont de Gau, foto di Flamingo Arabesque
Vista dall’osservatorio di Pont de Gau, foto di Flamingo Arabesque

Il Centro Visite del parco è a Pont de Gau, ed è possibile accedervi sempre, ad eccezione del venerdì. Ecco le indicazioni su come arrivarci con –> Google maps. Qui potrete raccogliere informazioni circa le attività previste nei giorni del vostro soggiorno e guardare flora e fauna attraverso le lenti, avvolgenti e gratuite, dei tanti cannocchiali. Un po’  più vicino dove occorre osservare , un po’ più lontano per vedere altrove.

Dove noleggiare una bicicletta

Il mezzo  migliore per scoprire questo parco è sicuramente la bici: sono molte le stazioni per il nolegggio, le più fornite nei paesi di Aigues Mortes, Saintes Maries de la Mer ed Arles– e gli itinerari sono ben segnalati.

Gli itinerari di Carmague

  • Il Chemin de Cacharel è lungo oltre 30 km, ma i panorami sono mozzafiato e valgono la fatica del pedalare;
  • più veloce, circa 20 km, è il tratto che da Saintes Maries porta alla Digue
  • per i meno sportivi, il Circuit Dromar prevede solo 10 km. Link ->alla mappa

Un giro a cavallo

Un altro invito a godervi le strade bianche, linee abbacinanti che si spostano parallele a quelle verdi brillanti di luce dei prati, in una corsa che finisce nel mare, perpendicolare e lieve, è quello di fare un’escursione a cavallo.

Bellissimo cavallo bianco immersoi nel verde,foto di Shutterstock, poesia di Di Holger Duerkop
Bellissimo cavallo bianco immerso nel verde, foto di Shutterstock, poesia di Di Holger Duerkop

Al limitare del parco, e nelle cittadine, sono tantissime le persone che vi offriranno, per pochi euro, un giretto sui loro destrieri, ma ci sono altrettanti rischi che l’animale non sia troppo docile e possa disarcionarvi…vi suggerisco,per coniugare divertimento e sicurezza,  di rivolgervi a Paul Richard, del maneggio Domaine de Mejanes: qui potrete scegliere la durata del vostro giro e la tipologia di itinerario.

Una delle mie idee di libertà è stata quella di montare in sella all’ora del tramonto, quando l’acqua si increspa e le gocce calde si arrampicano su a sfiorare le gambe, le mani tengono le briglie ed i capelli li trattiene  il vento, gli occhi da insicuri si aprono alle possibilità e il cuore sale e scende nel petto con il battito scandito dal ritmo del cavallo. Magia.

Una delle mie idee di eccessiva libertà è stata, invece, quella di, a fine percorso, chiedere al mio baio un po’ più di adrenalina…ecco, testimonio che sono animali che danno il meglio per accontentare i turisti. Testimonio anche che le guide sono assolutamente pronte a fare del loro meglio per riprendere situazioni, cavalli e…amazzoni per un giorno. Anche questa è stata per me una magia, solo un po’ meno poetica.

Altro centro equestre Le Ecurie Des Dunes propone attività under 18, gite su cavalli con sella doppia e pony per bimbi dai tre anni in su. Qui troverete anche una fattoria dove poter assistere all’arribage, che significa la distribuzione del pasto, ad imponenti tori ed a tipiche serate camarguesi con tanto di marchiatura del bestiame.

Altra soluzione è rappresentata dalle menades, cioè fattorie con annesso maneggio, alcune hanno anche scuole piccole di equitazione. I costi sono di circa 22 euro all’ora, tempo sufficiente per solcare le stradine che serpeggiano nella palude,  si perdono nella campagna o finiscono dove inizia la spiaggia.

Le spiagge

La sabbia di Espiguette, la mia preferita,  a sud del Port Camargue, è impalpabile e disegna architetture lunari, di dune  solenni, alte oltre  10 metri, e  solchi  densi del brulicare di vita, di  granchietti e di paguri.

Il litorale è vastissimo, con pochi lidi attrezzati, spiagge private e snack bar. Ma con la possibilità di, andando verso il faro, raggiungere grandi spazi poco frequentati, silenziosi, selvaggi, disabitati ed accoglienti, un perfetto ossimoro in cui lasciarsi cullare, perdere la cognizione del tempo e permettere che il tramonto, o le pagine del libro che starete leggendo, vi diano conto della fine del giorno.

Se vorrete tenere il costume, una volta terminato di percorrere il sentiero, andate a destra; a sinistra occorre toglierlo, come la Gendarmerie di sorveglianza impone. Qui l’acqua è più cristallina, e le correnti meno incalzanti.

Come raggiungere la –> Spiaggia di Espiguette

Altra plage infinita, libera da sembrare sfrontata nel suo non aver limiti e servizi è quella di Beauduc.  Il paesaggio ed il mare, il vento, lo sfilare dei kite surf valgono davvero il tratto di strada sterrata che occorre fare per raggiungerla.

Visitare Saintes Maries de la Mer

Chiesa a Saintes Maries de la Mer, vista aerea da Shutterstock di Stefano Ember
Chiesa a Saintes Maries de la Mer, vista aerea da Shutterstock di Stefano Ember

A Saintes Maries della Mer ci sono diversi lidi o aree free, ma consiglio la cittadina, più che per i bagni di sole, per il suo dedalo di vie e piazze da sbirciare magari salendo, al costo di 3 euro, la stretta scala a chiocciola che porta lassù, sulla cima della cattedrale.

La chiesa è dedicata a Santa Sarah, protettrice dei gitani ed ospita, oltre alla madonna nera, diverse leggende ordite nel mistero della fuga di Maddalena e di quella di Santa Sarah stessa, egiziana, compagna di  Ponzio Pilato scappata  perché convertitasi al cristianesimo.

Ogni anno la comunità nomade di tutto il mondo la celebra nei giorni 23e 24 maggio, festeggiando con tanto di processione con la statua della santa portata fino al mare e scortata da un corteo di cavalli bianchi; con balli sfrenati di colori e suoni audaci, corse di tori e giostre, musica gitana in cui le chitarre compiono assoli perfetti per poi aprire ai  violini, triangoli, campanelli e flauti ed allo scoppiettare di fuochi,  di vino e buon umore.

Vedere Arles

Questo è il bellissimo anfiteatro dello storico villaggio di Arles da Shutterstock di tichr
Questo è il bellissimo anfiteatro dello storico villaggio di Arles da Shutterstock di Tichr

Arles ,languida terra tra Provenza e Linguadoca, è stata la casa di Van Gogh negli ultimi suoi due, creativi, anni. Il pittore qui produsse oltre 300 opere cambiando il suo guardare: le nuances, molli di lillà, fulgide di arancio, vitree di blu, rosse dei tetti o bianche e ocra dei muri, rapirono i suoi occhi che, nonostante la pazzia stesse ormai confondendo, riuscirono a mettere su tela il Caffè di notte e le sue terrazze, dove Van Gogh litigò con l’amico Gauguin e gli tirò un bicchiere, i campi ed i ponti imperfetti che li collegano, la lavanda ed il cielo che l’ammirava piano.

In place Lamartine c’e’ la casa gialla, in cui si trova la celebre, dipinta, stanza di Arles; ma per trovare il punto perfetto dal quale l’artista dipinse il Cielo stellato è necessario spostarsi lungo il Rodano, meglio se in una notte in cui il firmamento è così vicino e luminoso da portare  pace e speranza nel buio di ogni suo spettatore.

Ad Arles camminerete nell’arena, nelle navate della chiesa di St Trophime e lungo i criptoportici romani, due serie di gallerie costruite probabilmente per sostenere la piazza principale. Fatevi un giro anche al museo di Storia antica per ammirare diverse vestigia, reperti, sarcofagi e perfino un’imbarcazione recuperata nel fiume.

Le saline ed i laghi di Aigues

Non salutate la Camargue senza aver conosciuto le sue tante saline ed i laghi di Aigues Mortes tinti del rosa delle alghe ricche di carotene che proliferano indisturbate. Il fior del sal è qui raccolto a mano: sono 12 i mastri salinari che lo fanno e firmano ed è sicuramente più leggero, e  molto più costoso, di quello raccolto meccanicamente altrove. Ma, ancora una volta, assistere al privilegio di scegliersi in libertà il lavoro, per quanto lento ed insolito, di una vita, spesso tramandato di padre in figlio, è un’occasione che è sapida di lezioni che sanno  di pazienza ed umiltà.

Forse la vera libertà che ho sfiorato in Camargue risiede proprio nel coraggio all’autenticita’: in chi setaccia cristalli  salati, nello sfilare di zingari, nel correre di cavalli, nella generazioni di naturisti, nelle sabbie alte come palazzi, nel profumo intenso di lavanda ed in quello delicato del pastis, bevuto d’un fiato insieme agli anziani di una domenica, o forse era martedì, di un piccolo paese d’agosto. Nei miei occhi ed in quello che accoglievano.

E allora tutto è più lieve, tutto scorre fluido anche nei pomeriggi che sembrano immobili, tutto ha un senso come lo hanno i dipinti che qui fanno dialogare apparente assenza, nella stanza di Van Gogh, e densa presenza, di stelle, astri e possibilità.

Come lo ha il valore di una corsa in bici, e un riposo a braccia larghe tra i fiori di campo.

Una cena a base di frutti di mare e telline,  un aperitivo di buon vino e buon silenzio.

E qui ho capito che, a pari merito della libertà di dire, quella di tacere liberamente  è una frontiera che, nei miei viaggi, nei mie incontri e nelle mie soste, è importante oltrepassare.

Non prima pero’ di aver alzato il calice per un Brindisi , magari con un Bianco al retrogusto di salvia, menta e limone o con il Gris, al sentore di mandarino e fragola o con un corposo Rosso, di ciliegie, vaniglia  e cassis dell’azienda Domaine de Montecalm, situata nel piccolo paesino omonimo. A là sante’!

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