Marsala tra terra e mare

Durante il tragitto, spiai Marsala dal finestrino. Alle luci marsalesi dei lampioni marsalesi gli edifici marsalesi splendevano in tutta la loro marsalesità, e mi fu subito evidente che Marsala era il posto più bello del mondo. (Giuseppe Culicchia)
Elegante.
Barocca.
Siciliana.
Vinicola.
Calorosa.
Intensa.
Questa è Marsala.
El Marsa Allah” che significa “il porto di Dio”.  Per me Marsala è stata uno  degli angoli più suggestivi della Sicilia, in cui natura, architettura e gusto per la buona tavola si fondono perfettamente. Spero con questo tour tra bellezze e bontà di farvi respirare la sua aria magica e frizzante.

# Cosa vedere a Marsala 

Là ad occidente, dove finisce la Sicilia, su un promontorio esposto al mare e al vento, sorge la città che i Fenici chiamavano Lilybeo e che gli Arabi vollero rinominare Marsa Allah. Il suo centro storico è intriso di arte e storia, si possono visitare i luoghi legati alla spedizione dei mille, la Cattedrale, il museo degli arazzi o semplicemente perdersi nel dedalo delle sue bianche stradine ed i suoi dintorni comprendono una serie di fraziosi che vengono chiamate “contrade”.
Nelle terre intorno, lontano dalla frenesia cittadina, si produce un vino dalla storia antica e gloriosa, con un gusto e un profumo inconfondibili: il marsala.
Il lungomare, molto bello per le tante palme che si susseguono da un lato e dall’altro, vi porterà da una parte a spiagge attrezzate o lidi e dall’altra al porticciolo.
Immancabile, di giorno e di notte, è la visita al vecchio mercato del pesce. La mattina si presenta ancora con i banchi del pesce fresco e i venditori pronti ad ammaliarvi con le loro parole e la loro merce, al calar della notte si trasforma in un’area piena di localini dove bere birra locale e sperimentare lo splendido street food siciliano.
La città, infine, organizza, ogni mese dell’anno, importanti eventi predisposti per soddisfare ogni singola richiesta, dai concerti agli itinerari storici e archeologici, dalle mostre ai percorsi d’arte.

# Le saline dello Stagnone e l’isola di Mozia 

La Riserva della Laguna dello Stagnone di Marsala è un luogo magico, fuori dal tempo.
E’ un paesaggio naturale suggestivo, mozzafiato, di rara bellezza per i suoi colori, i profumi, per i ritmi lenti delle onde del mare che dolcemente cullano le piccole barche da pesca, per le emozioni che suscitano i tramonti, per le sue bianche saline con i mulini a vento, ancora oggi funzionanti e ancora oggi visitabili. Per la sua storia. La Riserva prende il nome dallo “Stagnone”, una laguna che si estende da Punta Alga fino a San Teodoro e che comprende anche quattro isole: Mozia, Isola Grande o Lunga, Schola e Santa Maria.
Proprio di fronte  alle storiche  Saline Ettore Infersa, si trova uno dei siti archeologici più importanti al mondo: l’isola di Mozia, fondata nell’VIII sec. A.C. dai Fenici.
 Sede di una delle più floride e conosciute colonie fenicie, Mozia grazie alla sua posizione strategica si trovò al centro dei fiorenti traffici commerciali del Mediterraneo  per poi venire distrutta ad opera dei greci di Siracusa. La sua scoperta si deve alla passione per l’archeologia del  giovane  Joseph Whitaker, membro di una ricca famiglia inglese proprietaria di importanti cantine a Marsala.
Visitare Mozia sarà come fare un viaggio nel tempo, tra oggetti e luoghi che vi riporteranno nel passato e vi lasceranno senza parole.
Ancora sono visitabili gli scavi dove sono all’opera gli archeologi per riportare alla luce i resti di una così interessante civiltà.
Per raggiungere l’sola bisogna recarsi all’imbarcadero che si trova nei pressi del Mulino E. Infersa.
Sarà possibile visitare la laguna, vedere da vicino la via sottomarina costruita dai fenici e approdare poi all’isola di Mozia.
Visitare le saline al tramonto, impone un aperitivo al Mamma Caura dove calici di vino locale sono accompagnati da taglieri di salumi o di crudità di mare.

# Le Cantine Florio

La storia del marsala, quel vino denso e liquoroso, inizia nell’800 quando commercianti inglesi ne cominciarono ad esportare grandi quantità. Ma solo nel 1883 l’imprenditore italiano Vincenzo Florio fece costruire uno stabilimento per la produzione del vino e dopo lunghe peripezie si immise stabilmente nel mercato internazionale.
Oggi è possibile visitare le Cantine e goderne il silenzio e la loro tranquilla immobilità, insieme ad una grandezza che supera tempo e spazio. Si viene letteralmente abbracciati da colori, suoni e profumi che provengono dalle botti. L’emozione cresce quanto ci si avvicina alle botti storiche del 1939 e del 1944 sopravvisute ai duri bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Infine, se si prenota la visita nel tardo pomeriggio, si può salire sulla terrazza, affacciata sul mare, dove i bicchieri, con ben due assaggi, vengono riempiti di liquidi maestosi e di storia, il tutto accompagnato da finger food in salsa siciliana e un tramonto favoloso. Il nostro consiglio è quello tra i due calici scelti tra le etichette Florio, Corvo e Duca di Salaparuta di assaggiare almeno una qualità di marsala. Per noi il migliore è stato il TerreArse.

# Dove mangiare 

Non si può arrivare a Marsala senza desiderate busiate al sugo di pesce o tranci di pesce spada o tonno. Così si può prenotare una cena, vista molo, da I Bucanieri, dove assaggiare ottimi piatti di pesce, ma anche di carne,  realizzati rigorosamente secondo la tradizione tipica siciliana. Il ristorante infatti, è in qualche modo, dedicato a chi ama la buona cucina locale di Alta Qualità. La carta dei vini, invece, descrive gradazione e uve per ogni bottiglia ed indica il curriculum delle case vinicole; alcune delle quali del Trapanese.

# Dove dormire

Nel cuore del centro storico di Marsala abbiamo scovato il bed and breakfast “Controvento” che fa parte di un progetto di recupero urbanistico, avviato da alcuni architetti della città che intendono, attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio,  rinnovare l’aspetto del centro e offrire un servizio di accoglienza turistica “diverso”.
Le strutture recuperate hanno infatti delle peculiarità proprie che le rendono uniche e differenti rispetto ai canoni comuni dell’abitare. ControVento, si ripara in una viuzza del centro dai forti venti di tramontana e dai caldi soffi dello scirocco, nella sua piccola, accogliente e strana dimensione. Ha due camere, ognuna con ingresso indipendente e bagno dedicato, scalette, mobili recuperati, tv, aria condizionata,le docce sono amplie e situate nelle camere e dominano legno, maioliche e materiali antichi. La colazione, poi, tramite dei buoni, viene consumata in alcuni bar e pasticcherie convenzionate in modo da permettere agli ospiti di conoscere meglio la città.  

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