Porta Venezia. Milano inedita e innovativa

Ostelzz, è un capsule hotel, il primo in Italia.

Il primo a Milano. E’ situato in zona Porta Venezia, praticamente vicino a tutto. Non lontano dalla stazione e neanche dalle partenze bus per i vari aeroporti lombardi. Cosa lo rende così straordinario?

Le Honeycomb, ovvero come le celle negli alveari, che compongono le camerate sono cabine singole posizionate una sopra l’altra. Si tratta di strutture multifunzionali evoluzione del classico letto a castello, che aumentano la privacy e la sicurezza in ostello. Le cabine sono super tecnologiche: ventilazione meccanica, luci a LED e schermo touch attraverso cui si accede allo speciale Social network interno, a disposizione degli ospiti della struttura. Ogni sei cabine è presente un bagno. Ci sono poi le capsule private Pebble, studiate per gli aeroporti, e riadattate all’ostello.

L’area comune, poi è suddivisa in bar, cucina e zona entertainment ed è il palco degli eventi creati dagli stessi ospiti e condivisi attraverso la Social platform dedicata, che al più presto metterà in contatto tra loro i clienti della struttura. Per esempio, se un turista a Milano vuole visitare i Navigli, può pubblicare sulla piattaforma social la sua sua proposta e gli altri viaggiatori possono decidere di aggregarsi o semplicemente dargli dei consigli. Ma, è anche lo spazio per la colazione, curata nei minimi dettagli e dove sorseggiare il drink di benvenuto che è completo nel prezzo della capsule.

Un modo semplice per farti subito sentire benvenuto e iniziare a visitare una zona interessante e variegata come quella che si estende da Porta Venezia a Nola.

Ecco cosa troverete in quest'articolo

# PORTA VENEZIA

Infatti Porta Venezia è un quartiere vicinissimo al centro, collegato in maniera invidiabile al Duomo con la metro rossa e con un cambio vicinissimo (a Loreto) con la metro verde. È possibile arrivare in Duomo anche camminando e percorrendo uno dei percorsi più ricchi di fascino di Milano. Non mancano il passante ferroviario e tram e autobus che collegano Porta Venezia ad altre zone strategiche di Milano, come la stazione Centrale, zona Repubblica, Garibaldi. Pur essendo tanto vicina al centro, resta un quartiere con una profonda identità propria, da local, e lontana dalle mete turistiche se non per qualche bar alla moda e qualche locale interessante che sta aprendo la sua sede da queste parti.

In una traversa laterale di Corso Buenos Aires sono visibili i resti del  lazzaretto manzoniano: «S’immagini il lettore il recinto del lazzeretto, popolato di sedici mila appestati; quello spazio tutt’ingombro, dove di capanne e di baracche, dove di carri, dove di gente; quelle due interminate fughe di portici, a destra e a sinistra, piene, gremite di languenti o di cadaveri confusi, sopra sacconi, o sulla paglia; […] e qua e là, un andare e venire, un fermarsi, un correre, un chinarsi, un alzarsi, di convalescenti, di frenetici, di serventi». Tutto intorno bisogna solo alzare gli occhi al cielo e trovare le decorazioni liberti che abbelliscono i palazzi o sperare in un’apertura straordinaria del Diurno, hotel sotterraneo tra i beni del Fai, la cui entrata, curiosamente, si trova in concomitanza dell’accesso alla metrò.

Porta Venezia poi è sicuramente una delle zone con più ristoranti etnici e culture diverse che si fondono in maniera armonica nel capoluogo lombardo. Dai negozietti russi o orientali, agli ottimi ristoranti etiopi ed eritrei, passando per i localini cinesi o gli eleganti ristoranti giapponesi, è un punto di riferimento per chi vuole mangiare o provare ristoranti di altre nazionalità. Ma è altrettanto facile trovare una trattoria italiana alla vecchia maniera o un ristorante elegante.

# QUADRILATERO DEL SILENZIO

 

Un giro tra via Cappuccini e via Mozart è imperdibile in quanto questo nugolo di vie raccoglie alcuni dei palazzi più belli di Milano. Degni di nota Villa Invernizzi, al 7 di via Cappuccini: sbirciate attraverso il cancello e troverete alcuni fenicotteri rosa. Poco distante Palazzo Berri Meregalli, con uno degli ingressi di Milano più incredibili. Infine concedetevi un giro all’interno di Villa Necchi Campiglio, per fare un salto nella vera Milano del passato. Finita la visita, entrate nella caffetteria e godetevi un caffè in giardino, lungo la piscina o cercate il fresco nei Giardini Indro Montanelli o nei giardini di Villa Reale, sconosciuto ai più ma dal grande fascino.

# NOLO

NoLo è l’acronimo di North of Loreto e indica quella zona dai confini sfumati e volontariamente inclusivi, compresa approssimativamente fra viale Brianza a sud, via Ferrante Aporti a ovest (da visitare per i numerosi murales), via Valtorta a nord e via Clitunno. NoLo è passata alla cronaca in passato per problemi di ordine pubblico ed oggi è tra le più ambite e ricercate; è la zona delle colazioni di quartiere, delle iniziative sociali contro il degrado, degli studi di architettura e delle gallerie d’arte, degli spazi di coworking: una Soho milanese culturalmente in fermento, dove la spinta dal basso al miglioramento e all’integrazione è elettrizzante.

Ed in tutta questa evoluzione, fatta anche di una serie di locali dalla colazione al dopo cena, l’ultima novità è stata  BienNolo, una manifestazione a carattere biennale che ha avuto luogo dal 17 al 26 maggio 2019 negli spazi industriali dell’Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova. Per nove giorni questo quartiere a nord di Loreto è diventato la sede della manifestazione artistica e di numerosi workshop, appuntamenti ed eventi collaterali a formare una sorta di circuito off. Proprio il territorio, con i suoi componenti e i suoi luoghi di quotidianità, è essenziale, come spiega Carlo Vanoni, il fondatore: “NoLo è un’area metropolitana prototipo di comunità che accoglie, si integra, si inventa modi di stare insieme, si riappropria degli spazi per vivere in un quartiere che ha già mutato pelle: da area disagiata a meta di giovani e creativi. È qui che abbiamo pensato di mettere in scena la prima biennale milanese”. Un esperimento veramente riuscito.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...

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