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Palazzo della Ragione tra storia e leggende

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La piazza delle Erbe e la Piazza della Frutta sono separate dallo strepitoso Palazzo della Ragione. In mezzo a due piazze, famose per le contrattazioni commerciali che le caratterizzavano, non poteva mancare un palazzo, al cui interno poter sanare le dispute dei mercanti, amministrare insomma la giustizia. Ecco dove raggiungere il Palazzo della ragione con –> GoogleMaps.

Palazzo della Ragione

E così che nel 1219 venne terminato il Palazzo della Ragione.
Folgorante la visione del Salone del Tribunale situato al suo interno.
Vi troverete davanti ad un ambiente lungo 81 metri, con un’altezza e una larghezza uguali, pari a 27 metri, interamente coperto a carena.
Questa ininterrotta struttura è totalmente rivestita in piombo e viene attribuita ad un’opera di miglioria apportata nel 1306.

Si, c’è da rimanere per molti secondi, con il naso all’insù.
All’interno di questo gigantesco luogo, un cavallo di legno del Quattrocento si erge a mò di guardiano.

Il palazzo, oltre ad offrire queste meraviglie architettoniche, è foriero di leggende e affascinanti storie che su di esso aleggiano da secoli.

Parliamo prima di tutto di dove è stato costruito. Al suo posto c’era una palude, una zona piena di miasmi, situata accanto al vecchio mercato.

Palazzo della Ragione Padova cosa vedere itinerario

La costruzione fu eretta, sembra, seguendo dicerie popolari riguardo l’astrologia, all’epoca molto sentita dal popolo; non gli fu data forma quadrata e nemmeno rettangolare e tantomeno circolare. Il Palazzo fu costruito in forma trapezoidale. Forse per la consistenza del terreno? Qualcuno sostiene per seguire la luce dei solstizi e forse anche la disposizione delle costellazioni.

All’interno troviamo affreschi di mestieri e usi del tempo, incredibilmente posizionati secondo la logica dei movimenti celesti.

visitare padova - palazzo della ragione

Altro particolare dal tono esoterico è il numero 24, sono tanti infatti gli archi che caratterizzano le logge, forse le ore di un giorno? Crediamo di si, viste anche le meridiane presenti nelle vicinanze.
Il tutto presuppone che all’interno del palazzo si seguissero, per la risoluzione delle diatribe, attenti calcoli cabalistici, piuttosto che logiche giudiziarie. 

Sono rimasto in “braghe di tela”, questa affermazione nasce a Padova e si continua a usare ancora oggi. Ma che vuol dire?
Le persone che si trovavano in difficoltà finanziarie, dovevano per cause di forza maggiore, rivolgersi al Tribunale, quindi la meta era il Palazzo della Ragione.
Se le persone in questione venivano condannate al risarcimento e non potevano permetterselo, ecco che la pena li costringeva a denudarsi, rimanere quindi solo con le braghe.A quel punto queste dovevano per tre volte girare intorno alla nera “pietra del vituperio”, sedercisi sopra ancora per tre volte e proclamare a gran voce “cedo bonis” cioè “rinuncio ai miei beni”. 
Il malcapitato rimaneva quindi in “braghe di tela”.

La notizia davvero incredibile, è che questa condanna sembra essere stata ideata da Sant’Antonio da Padova. 
A supporto dei giudici, erano state create “bugie e misure”.
Scolpite nei marmi decorativi, queste “forme” permettevano la misurazione delle merci. Dove le potete vedere? Ovviamente in un particolare angolo chiamato “canton delle busie”. Dove altrimenti?

La pietra, le bugie e le misure sono ancora oggi visibili all’interno del Palazzo.
Nel Salone del Tribunale, non si potevano giudicare i reati gravi, che per l’epoca erano rappresentati dai “reati di stregoneria”.
Questi venivano esaminati in una sala adiacente, denominata “Officium Malefici”.

Per un itinerario completo, questo è il nostro articolo –> Visitare Padova in un giorno

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