Weekend a Cracovia, la bellezza guarda ad est

Se volete trascorrere un weekend, originale e sorprendente, puntate a Est. I Paesi dell’Europa orientale sono la nuova frontiera dei viaggi. Ma non tutta l’Europa dell’Est. Dimenticate la Repubblica Ceca: Praga è ormai super inflazionata. Dimenticate l’Ungheria: Budapest è già stata vista e rivista. Dimenticate anche la Russia: occorre il visto e non si può decidere di partire dall’oggi al domani.

Le nuove mete emergenti nel Vecchio Continente sono i Paesi dell’ex blocco sovietico. Paesi che stanno crescendo dal punto di vista turistico, che si stanno rifacendo il look sistemando vecchi edifici e riqualificando zone dismesse e abbandonate. Le città dell’Est si stanno risvegliando da un lungo e forzato letargo ed offrono qualcosa di ancora non visto. A Cracovia, ad esempio, sembra sempre di vivere al sole.

Situata sulle rive del fiume Vistola, la seconda città della Polonia è considerata una destinazione weekend, ma potrebbe anche non esserlo. Ecco cinque motivi per cui ho adorato Cracovia – e penso che lo fareste anche voi.

1- # L’ARCHITETTURA

La meravigliosa architettura della città è ciò che mi ha fatto venire voglia di visitare Cracovia quando l’ho vista su Instagram la prima volta. Oltre le mura antiche della città vi imbatterete in palazzoni di epoca comunista, grandi viali, un castello e l’intera città vecchia è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. È un mix di chiese gotiche, rinascimentali e barocche, torri, archi e piazze acciottolate.

E proprio nel cuore del centro storico di Cracovia si trova la piazza principale, o Rynek Glowny. È la più grande piazza del mercato in Europa e nelle giornate estive è piena di bancarelle di fiori, venditori di bagel e gente a cavallo e in carrozza. Ci si può formare in uno dei bistrò intorno, ordinare una birra, rigorosamente affumicata alla maniera polacca, o un caffè e godersi lo spettacolo delle persone che camminano o lo strombettio che proviene dalla chiesa per commemorare il trombettista del 13 ° secolo che è stato colpito alla gola mentre suonava l’allarme dopo i mongoli invase la città.

Infatti su un lato della piazza si trova la Basilica di Santa Maria, costruita nel 1397 e famosa per la sua pala d’altare Veit Stoss in legno intagliato e uno straordinario soffitto dipinto in blu scuro e oro per assomigliare al cielo notturno.

Dall’altro lato della piazza c’è il palazzo dei tessuti di Sukiennice, con un mercato coperto sopra e un museo sottoterra, e la Torre del Municipio poco distante.

2- # LA STORIA

Cracovia ha avuto una storia lunga e piuttosto drammatica. La leggenda narra che nel 13° secolo fu fondata sul sito della tana di un drago dopo che un principe polacco lo sconfisse e costruì un palazzo in cima. Quel palazzo è il Castello di Wawel e si può ancora vedere un drago sputafuoco sotto le sue mura (anche se questo è fatto di bronzo e respira regolarmente il fuoco ogni cinque minuti).

Il castello di Wawel era la dimora dei re di Polonia ed è uno dei più grandi castelli reali d’Europa, un enorme complesso con un mix di stili che è cresciuto nel corso degli anni – aggiungendo una torretta qui e una cupola d’oro lì. Ci sono cinque diverse sezioni del museo che si possono visitare, così come i giardini e la cattedrale dove Papa Giovanni Paolo II era arcivescovo prima che diventasse Papa.

Ma è il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale che la maggior parte della gente conosce meglio Cracovia. La città fu invasa solo cinque giorni dopo l’inizio della guerra e divenne la capitale del governo centrale tedesco. I nazisti presero il castello di Wawel e costrinsero i residenti ebrei prima in un ghetto e poi li spedirono nei campi di concentramento nella vicina Auschwitz. Fu un periodo buio della storia per Cracovia, ma ci furono anche dei grandi lampi di luce, come la storia di Oskar Schindler.

Schindler gestiva una fabbrica di smalti a Cracovia che impiegava oltre 1000 ebrei. Quando le autorità tedesche iniziarono a voler vuotare i ghetti, sostenne che aveva bisogno che i suoi dipendenti continuassero a lavorare in fabbrica. Così gli fu permesso di trasferire il suo staff ebraico in una nuova fabbrica in Boemia, salvandone 1200 dalla morte nelle camere a gas.

Spese tutta la sua fortuna in tangenti e nel mercato nero per tenerli in vita, e la sua storia è stata trasformata nel film Schindler’s List girato per lo più nella zona di Kazimierz. Attualmente il quartiere è una delle zone di Cracovia più ambite per vivere, cenare o uscire di sera, soprattutto è il nucleo della cultura ebraica dove tra sinagoghe, viette acciottolate, street art e piccoli parchi cresce il numero di gallerie d’arte, di ristoranti kosher e di concerti klezmer.

3- # LA GENTE

Chiunque di noi è stato in città dove i turisti vengono tollerati a malapena, ma Cracovia non è tra queste. Ognuno ha un sorriso, tutti sono pronti a dare indicazioni, a spiegare che chiamare il taxi al telefono è più economico che chiamarlo per strada, a farti assaggiare le primizie del proprio banco al mercato Stary Kleparz o ad indicarti qual è il piano giusto per andare a vedere “La dama con l’ermellino” di Leonardo contenuta in un museo cittadino.

Ma è al ristorante che la cortesia e la squisitezza dei polacchi che viene fuori quando con diligenza e attenzione cercando di spiegarti come è cucinato l’uno o l’altro piatto, ma anche l’attenzione per mettere candele e fiori freschi su ogni tavolo; dal “baretto sotto casa” al ristorante di classe. Nota a margine per i tassisti di una certa età che faticano un po’ con l’inglese, ma provano a farsi capire in ogni modo.

4- # LE MINIERE DI SALE

Bellissime camere scolpite in sale, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Quasi 3 chilometri di corridoi serpeggianti, 800 scalini e 135 metri di profondità. Non sorprende che fino a oggi il Percorso turistico della Miniera di Sale “Wieliczka” è stato visitato da oltre 45 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo e fa parte del patrimonio UNESCO.

Il percorso prende l’inizio nel Pozzo Dani?owicz dove i viaggiatori incontrano la loro guida. Sarà possibile grazie a www.musement.com prenotare il pick-up dal centro di Cracovia, il tranfer privato e il biglietto d’ingresso in un’unica prenotazione in modo da godersi, nella migliore delle maniere, questa grandezza della natura costruita e protetta dall’uomo.

La guida durante il viaggio sottoterra svela i segreti della Miniera e racconta diverse storie sulle forze di natura e sul lavoro duro dei minatori che da generazioni sono legati alla miniera di Wieliczka.

Una delle storie più belle è quella sulla principessa Kinga alla quale la terra polacca deve la sua ricchezza salina. Infatti metà del percorso i visitatori visitano la bellissima cappella dedicata alla sovrana e guardano le opere d’arte che decorano il suo interno. Il resto del percorsi si snoda tra cunicoli, laghi sotterranei di indimenticabile bellezza e gallerie di salgemma. Al termine del percorso, per risalire in superficie, si prende un ascensore che velocemente ci riporta alla luce del sole e alla vita quotidiana.

# IL CIBO E LE BEVANDE

Non sapevamo molto del cibo polacco prima di visitare Cracovia, addirittura solo al ritorno abbiamo scoperto che Cracovia è la Capitale Europea della Cultura gastronomica 2019.

Si tratta di una cucina, quella polacca, piuttosto robusta, adatta ai freddi inverni, ricca di grassi, che vedono spesso la carne come ingrediente principale, ma che fa largo uso di verdure fresche sia come accompagnamento sia con delle squisite zuppe. Durante il nostro soggiorno abbiamo mangiato per lo più piatti tipici e vi possiamo assicurare che abbiamo mangiato sempre veramente bene, come non avremmo immaginato, e soprattutto pagato poco.

Impredibili sono i pierogi, ravioli tradizionalmente serviti nelle grandi occasioni, oggi vengono consumati come primo piatto o come pratico street food nelle caratteristiche pierogerie. L’impasto, dalla tipica forma a mezzaluna, viene realizzato con farina, uova, acqua e sale, steso di uno spessore molto sottile e cotto in padella o al vapore. Quanto al ripieno, i pierogi possono essere farciti in moltissimi modi: la versione salata prevede solitamente carne, verdure o formaggio.


# DOVE DORMIRE

Dove dormire a Cravocia? Come per altre città, ma per questa un po’ di più, il primo consiglio è lo stesso, ovvero dormire in centro. Qui non c’è la metropolitana, ma una ricca linea di tram e i taxi costano molto poco e trovare alloggio in centro aiuta negli spostamenti.  

Il secondo è scegliere il Vienna House Easy che propone camere di design, una hall a metà tra un bistrò parigino, una serra d’inverno e un localino nordico e si trova a qualche km dalla old town.

Valore aggiunto è la ricca colazione a buffet che varia dal locale all’internazionale. Degni di nota i dolci home made e i vari formaggi polacchi. Infine si può provare il cafè bar per un tea a metà mattina, un aperitivo o provando la cucina locale tra cui i pierogi d’oca in salsa di barbabietola rossa. Per i soggiorni più lunghi o per chi è in cerca anche di relax l’hotel offre una piccola spa e una terrazza che si apre sulla città.

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